Wedding planner o wedding coach?Wedding planner or wedding coach?Wedding planner o wedding coach?

Non avete mai sentito parlare di wedding coach? Niente paura, dissipare i dubbi è semplice ma, attenzione a non confondere mai questa figura con quella della wedding planner!

La wedding coach, infatti, non organizza il matrimonio e non cura i minimi dettagli della cerimonia o degli allestimenti ma, cura semplicemente (si fa per dire!) autostima, self control e nervi degli sposi.

Lo stress da matrimonio, infatti, non ha bisogno di presentazioni e, allora, il compito fondamentale della wedding coach è quello di allenare gli sposi a vivere il giorno più bello della loro vita in maniera impeccabile e senza alcun tipo di crisi, ansia, panico e quant’altro.

E allora sì alla SPA, sì ai massaggi rilassanti, ai trattamenti benessere, alle cene glamour che si concludono con deliziosi piaceri al cioccolato e, per concludere, perché no a delle lezioni di stile per diventare una perfect wife?!

Ma il ruolo della wedding cach è anche quello di guidare e aiutare la sposa nelle diverse occasioni pre-matrimoniali come l’organizzazione del bridal shower, festa dal sapore americano che anche da noi comincia ad acquisire non pochi consensi.

Insomma sposarsi ha bisogno di un vero allenamento e la wedding coach è la figura giusta per allontanare il panico da matrimonio vivere la cerimonia con il sorriso sulle labbra.

Have you ever heard about wedding coach? No fear, it’s simple to remove doubts but, be careful to not confuse this figure with the wedding planner!

A wedding coach doesn’t organize the wedding, but the couple self control.

Wedding stress is very common so, the wedding coach has the role to train the couple to live the best day of their life without crisis, anxiety or panic.

So, say yes to Spa, relaxing massages, glamour dinner with chocolate pleasures and maybe also style lessons about being a perfect wife!

Wedding coach have also to drive and help the bride in various pre-wedding occasions life the planning of bridal shower, American party that is starting to spread also in Italy.

So, it’s true that marring need coach, and the wedding coach is the right person to help the couple!Non avete mai sentito parlare di wedding coach? Niente paura, dissipare i dubbi è semplice ma, attenzione a non confondere mai questa figura con quella della wedding planner!

La wedding coach, infatti, non organizza il matrimonio e non cura i minimi dettagli della cerimonia o degli allestimenti ma, cura semplicemente (si fa per dire!) autostima, self control e nervi degli sposi.

Lo stress da matrimonio, infatti, non ha bisogno di presentazioni e, allora, il compito fondamentale della wedding coach è quello di allenare gli sposi a vivere il giorno più bello della loro vita in maniera impeccabile e senza alcun tipo di crisi, ansia, panico e quant’altro.

E allora sì alla SPA, sì ai massaggi rilassanti, ai trattamenti benessere, alle cene glamour che si concludono con deliziosi piaceri al cioccolato e, per concludere, perché no a delle lezioni di stile per diventare una perfect wife?!

Ma il ruolo della wedding cach è anche quello di guidare e aiutare la sposa nelle diverse occasioni pre-matrimoniali come l’organizzazione del bridal shower, festa dal sapore americano che anche da noi comincia ad acquisire non pochi consensi.

Insomma sposarsi ha bisogno di un vero allenamento e la wedding coach è la figura giusta per allontanare il panico da matrimonio vivere la cerimonia con il sorriso sulle labbra.

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Il secondo matrimonio

Qualche nota particolare merita anche il secondo matrimonio, celebrato un tempo in sordina e festeggiato, attualmente, come un vero e proprio avvenimento cui spesso partecipano, oltre ai figli nati da possibile precedenti unioni, anche i figli stessi della nuova coppia! Contratto, solitamente, da divorziati e vedovi e dovendo in ogni caso avere, per ovvi motivi di buon gusto una minore risonanza rispetto al primo, il secondo matrimonio sarà solitamente basato su una cerimonia elegante ma discreta (di solito con rito civile; il rito religioso infatti, è consentito solo per le seconde nozze tra vedovi essendo, viceversa precluso per i divorziati a meno che, questi ultimi non abbiano ottenuto regolare annullamento del primo matrimonio dal Tribunale ecclesiastico della Sacra Rota) e con pochi invitati scelti con cura tra i parenti e gli amici più intimi. Nella compilazione delle partecipazioni poi è quanto meno opportuno affidarsi a qualche regola elementare di bon ton: ad esempio, sono gli sposi stessi e non più i rispettivi genitori ad annunciare le proprie seconde nozze, soprattutto se il matrimonio segue un periodo di convivenza. Un’altra soluzione può essere quella di comunicare l’evento una volta avvenuto, riservandosi l’invito a voce o con un biglietto scritto di proprio pugno per le persone che si desidera siano presenti alla cerimonia. La sposa è naturalmente libera di indossare ciò che preferisce; tuttavia, trattandosi di seconde nozze è senz’altro preferibile che scelga un abito elegante ma molto semplice, sobrio ed essenziale, dai colori avorio, grigio perla o dai toni pastello. Meglio quindi evitare il bianco che, segno di purezza, è naturalmente riservato alle prime nozze nonché, il velo che potrà essere sostituito da un cappello o da una delicata acconciatura fatta con dei fiori. In  questo caso  non sarà più naturalmente il padre della sposa a condurla all’altare bensì, il futuro marito, che la affianca fino ad arrivare di fronte all’officiante; se la sposa ha figli grandi che approvano le nozze, il futuro consorte, potrebbe invece essere sostituito in questo compito dal figlio maggiore di lei o, eventualmente, da due figli maschi che le porgeranno il loro braccio per il corteo. Gli sposi in seconde nozze, a proposito dei figli, dovranno dare prova di grandissima sensibilità, cercando il più possibile di coinvolgere nella nuova cerimonia non solo i figli eventualmente già nati dalla loro unione, ma soprattutto, i figli nati dai precedenti matrimoni, di regola meno inclini al festeggiamento; per questo, se più piccini, dopo aver chiesto regolare consenso all’altro genitore, bisogna  cercare di farli partecipare con allegria magari, conferendo loro l’ “importantissimo” incarico di paggetto o damigella.

Semplici curiosità….

Esistono curiosità di cui non tutti sono a conoscenza ed alcune di queste possono letteralmente salvare gli sposi da qualche brutta figura. La tradizione vuole che la sposa indossi qualcosa di blu, di nuovo, di vecchio, di prestato e di regalato. Il blu in passato rappresentava il colore della purezza e del candore, indossare qualcosa di vecchio rappresenta il passato che scompare e la nuova vita a due che aspetta, il nuovo rappresenta la vita futura, l’oggetto prestato rappresenta le persone care che sono vicine alla coppia nel momento tanto importante.

Per la tradizione e secondo lontane superstizioni esistono dei giorni precisi tra i quali scegliere quello del proprio matrimonio ed ognuno di essi nasconde una simbologia specifica. Il lunedì è un giorno che nella tradizione è fortunato e reca buona salute perché dedicato alla luna, da sempre astro della sorte. Il martedì lo vuole come uno dei giorni da evitare assieme al venerdì perché un famoso proverbio dice: di venere e di marte non si sposa e non si parte, ma nella simbologia il martedì è un giorno che augura ricchezza agli sposi che lo scelgono come giorno delle nozze assieme al mercoledì, il giovedì invece porterebbe dispiaceri alla coppia e quindi sarebbe da evitare secondo queste teorie assieme al venerdì che porterebbe disgrazie, il sabato è il giorno che la maggior parte delle coppie sceglie nella settimana.

Le dicerie sui matrimoni sono tante come ad esempio il divieto assoluto di vedere lo sposo dopo la mezzanotte che precede il giorno del matrimonio o che la sposi realizzi da sola il suo abito. Una credenza non molto conosciuta dice che al taglio della torta la sposa dovrebbe conservare per sé una fetta di questa come simbolo del legame coniugale. In chiesa prestate molta attenzione alle fedi, queste non devono cadere e se ciò dovesse accadere sarà l’officiante a doverle raccogliere. L’usanza che vuole che lo sposo prenda in braccio la sposa all’entrata della casa coniugale nasce dall’antica Roma, si ricorreva a questo per evitare che la sposa potesse inciampare, se ciò accadeva era un segno di pessimo auspicio perché significava che la divinità della casa non accettava i nuovi inquilini. Un gesto di buon augurio è quello di regalare alla fine della funzione alla sposa una spiga di grano. Da sempre la donna e la terra hanno grandi analogie e regalare un segno della terra significa augurare prosperità e felicità per la prole che verrà dall’unione.